Calcolo dell’interruttore magnetotermico

Un carico da 13,1 A porta al magnetotermico da 16 A: il gradino da 13 A resta sotto la corrente d’impiego e interverrebbe a impianto sano. I 16 A lasciano 2,9 A di margine, mentre salire a 20 A ha senso soltanto se la sezione del cavo lo consente, perché il magnetotermico protegge il cavo e non l’apparecchio.

Il tuo circuito

Dalla tua tabella, già corretta per raggruppamento e temperatura. Lascia vuoto se non ce l’hai.

Scaldacqua, colonnine e illuminazione restano accesi per ore: la portata prende il 25 % di margine.

Risultato

Portata del magnetotermico
16 A
Corrente di impiego
13,1 A

Senza la portata del cavo qui niente giudica il conduttore — e il magnetotermico protegge il cavo, non l’apparecchio.

Il gradino sotto e quello sopra

  • 13 A-0,1 AInterviene con questo carico
  • 16 A2,9 ARegge il caricoil tuo magnetotermico
  • 20 A6,9 ARegge il carico

IEC 60898-1 / CEI 23-3 · Senza la portata del cavo qui niente giudica il conduttore — e il magnetotermico protegge il cavo, non l’apparecchio.

Come viene svolto il calcolo

Due condizioni devono valere insieme, e tirano in direzioni opposte:

corrente d’impiego  ≤  portata dell’interruttore  ≤  portata del conduttore

Quella di sinistra tiene in funzione il circuito: una portata inferiore alla corrente d’impiego interviene su un carico che non sta facendo nulla di male. Quella di destra lo tiene sicuro: un interruttore più grande di quanto il conduttore sopporti lascia il cavo lavorare caldo senza fine, perché dal punto di vista del dispositivo non sta succedendo niente di anomalo.

La corrente d’impiego è la corrente del carico, moltiplicata per il margine dei carichi continui quando il carico resta acceso per ore. Quel fattore è una regola normativa e non fisica, quindi qui è un dato d’ingresso e viaggia insieme al risultato — e l’arrotondamento va per eccesso, al gradino successivo della serie scelta.

Quello che lo strumento aggiunge al numero secco sono i due gradini accanto, valutati con lo stesso metro: uno mostra che cosa si perde risparmiando, l’altro mostra esattamente dove “ne metto uno più grande così non scatta” smette di essere prudente. Se il campo della portata del cavo resta vuoto il dimensionamento vale ancora, ma nulla in pagina ha verificato il conduttore, e il pannello lo dice invece di lasciar credere il contrario.

Esempio svolto

Il tuo circuito

Corrente di impiego (A)
13,1 A
Tipo di carico
Intermittente
Serie delle portate
IEC 60898-1 / CEI 23-3

Risultato

Portata del magnetotermico
16 A
Corrente di impiego
13,1 A

Regge il carico

Formula
Ib · k ≤ In ≤ Iz
Norma
IEC 60898-1, IEC 60364-4-43
Limiti del modello
Solo sovraccarico: il magnetotermico deve interrompere anche il cortocircuito, e questo dipende dalla corrente di guasto presunta e dal potere di interruzione.

Senza la portata del cavo qui niente giudica il conduttore — e il magnetotermico protegge il cavo, non l’apparecchio.

Calcolato da Voltacalc con lo stesso motore dello strumento qui sopra.

Cosa vale in Italia

In Italia il contatore domestico da 3 kW governa quasi tutte queste scelte: la linea generale è tarata su quello, e i circuiti interni della CEI 64-8 sono tipicamente 10 A per le luci e 16 A per le prese, con il differenziale a monte. Il caso che porta più gente a rifare il conto è il forno o il piano a induzione aggiunto a impianto esistente, dove il carico supera il gradino installato e la tentazione è sostituire il magnetotermico lasciando il cavo del 1996 dov’è. L’ordine corretto è l’opposto: prima la portata del cavo, poi l’interruttore.

Chi decide
CEI, il MIMIT (DM 37/08) e il distributore
Norma
CEI 64-8 — Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in c.a.
Tabella delle portate
CEI-UNEL 35024/1 — portata dei cavi in rame isolati in PVC o EPR/XLPE, per tipo di posa, con i coefficienti di declassamento per temperatura e raggruppamento
Caduta ammessa
La CEI 64-8 all'articolo 525 raccomanda che la caduta di tensione tra l'origine dell'impianto e qualunque apparecchio utilizzatore non superi il 4 % della tensione nominale. È una raccomandazione e non una prescrizione: il committente può chiedere un valore più stretto, e nella pratica si tiene circa il 2 % sulla montante per lasciare l'altro 2 % all'impianto interno. (Verificato: 12 settembre 2026)

Domande frequenti in cantiere

Quando un carico è continuo?

Quando la corrente massima dura tre ore o più: scaldacqua, colonnina di ricarica, illuminazione di un negozio, una pompa con ciclo lungo. In quel caso la portata si sceglie con margine, perché l’interruttore stesso si scalda in quelle ore e la sua curva d’intervento si sposta.

Perché il calcolo chiede la portata del cavo?

Perché è quella che l’interruttore protegge davvero. Il carico fissa la portata minima che non fa interventi inutili, il conduttore fissa la massima ammissibile. Senza il secondo dato si finisce con un cavo da 1,5 mm² dietro un magnetotermico da 20 A, caldo e senza che nulla scatti.

Arrotondare sempre per eccesso è corretto?

Dal lato del sovraccarico sì: una portata sotto la corrente d’impiego interviene a impianto sano, e chi deve riarmare ogni sera prima o poi monta qualcosa di troppo grande. L’arrotondamento però si ferma al cavo: il gradino successivo esiste solo se la portata del conduttore lo consente.

Questo calcolo copre anche il cortocircuito?

No, qui si risolve solo il sovraccarico. L’interruzione di un guasto dipende dalla corrente di cortocircuito presunta in quel punto e dal potere d’interruzione del dispositivo, che è un altro calcolo e un altro dato stampato sull’apparecchio.

Norme e fonti

  • CEI 64-8 — Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in c.a.
  • CEI-UNEL 35024/1 — portata dei cavi in rame isolati in PVC o EPR/XLPE, per tipo di posa, con i coefficienti di declassamento per temperatura e raggruppamento

Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2026

Strumenti di calcolo